Categoria: Interviste

INTERVISTA A PIERANGELO BRINCHI

Sesta edizione del Gran Prix Centro Italia di mountain bike

Il prossimo 1 marzo 2020, dalla splendida Isola d’Elba, scatterà la sesta edizione del circuito nazionale giovanile di mtb riservato alle categorie Esordienti ed Allievi. Biker dai 13 ai 16 anni si cimenteranno in percorsi tecnici, troveranno comitati organizzatori, alcuni di collaudata esperienza, altri in fase di crescita. Tutti uniti dalla grande passione verso la mountain bike: soprattutto giovanile

Parte da oggi una “rubrica” dedicata a questo circuito. Oltre a quelle che saranno le presentazioni ed il post gara, daremo il giusto spazio a quelle persone, che lavorano per la crescita di questo importante circuito del Centro-Sud Italia.
Iniziamo il nostro cammino conoscendo Pierangelo Brinchi, nato a Grotte di Castro il 25 giugno 1961, residente sempre nella località viterbese, professione Geometra Libero professionista Ciao Pierangelo. Raccontaci un po’ la tua storia ciclistica e soprattutto a livello mtb       
<< Mi sono avvicinato al ciclismo all’età di 34 anni un po’ per caso. Da bambino avevo una bicicletta, la mia Graziella, ma non ho mai praticato questo sport a livello agonistico. Un giorno, ad una festa paesana, ho vinto una mountain bike. All’inizio non sapevo bene cosa farmene, quasi preso alla sprovvista, poi mi sono detto che avrei dovuto iniziare a pedalare; l’entusiasmo non è andato subito alle stelle, anzi mi sono reso ben presto conto che non ero un gran ciclista ma non ho mollato. Ho iniziato ad accompagnare mia figlia e i figli dei miei amici in bicicletta e con il passare del tempo quel caso è diventato una vera passione per questo sport. Sono poi diventato presidente della società MTB Grotte di Castro e da li, insieme ad altri amici, abbiamo aperto una scuola di ciclismo fuori strada che quest’anno ha compiuto 20 anni dedicata al nostro amico Dario Cioni. Come presidente, insieme ai miei amici che fanno parte del direttivo della società, ho organizzato tutto quello che si può organizzare a livello nazionale: tre coppe Italia Giovanile, due Gran Prix d’inverno Open, due Gran Prix d’inverno Giovanile, una tappa degli Internazionali d’Italia, nel 2008 il Campionato Italiano assoluto XCO e dal 2015 una prova del Gran Prix Centro Italia oltre a decine di gare regionali. Oltre ad essere il presidente della società di MTB Grotte di Castro, attualmente “MTB CASTRUM Grotte di Castro a.s.d. scuola giovanile Dario Cioni” ho ricoperto la carica di presidente del comitato Provinciale di Viterbo per 12 anni, ho fatto parte per 4 anni della commissione Nazionale Maestri di Mountain Bike e per 8 anni della commissione Nazionale Fuoristrada. >>
Com’è nata l’idea di allestire nel 2015 il G.P. Centro Italia?         
<< L’idea di organizzare un circuito di gare a livello giovanile nel centro Italia è nata da un incontro avvenuto al campionato italiano giovanile 2014  (Bielmonte ndr). La voglia di iniziare questa nuova avventura parte da una necessità effettiva, ovvero dalle difficoltà che le società del centro Italia trovavano per andare alle trasferte organizzate al Nord dove si svolgevano la quasi totalità delle gare. In quel momento, ero presidente della Commissione Fuoristrada Lazio, Sergio Scocco era presidente del Fuoristrada Marche, Enrico Lenzi attuale componente della commissione Nazionale Fuoristrada mentre Antonio Petrucci era il responsabile Fuoristrada della regione Abruzzo. Dopo varie discussioni i presidenti presenti al campionato, insieme ai vari dirigenti delle regioni del Centro, decisero di mettere in cantiere questo Gran Prix Centro Italia” >>

In questi anni c’è una volontà maggiore da parte delle società del centro Italia di organizzare gare giovanili. Secondo te per quale motivo?          
<< Il motivo principale è quello di abbassare i costi per le trasferte in modo che anche i ragazzi del centro Italia possano partecipare a gare Nazionali di un certo livello agonistico. Così facendo possono acquisire punteggi di top Class e non disperdono energie che possono impiegare per le gare. Inoltre c’è un risparmio economico importante in quanto non tutte le società si possono permettere le trasferte al Nord ogni domenica.>>

Si dice che forse ci sono troppe gare nazionali per quanto concerne Esordienti ed Allievi e si rischia di accumulare troppo stress agonistico ai giovani biker. Sei d’accordo?             
<< Non è vero che le gare nazionali creano stress sui ragazzi, è aumentato senza dubbio il livello agonistico delle gare perché i percorsi sono molto più tecnici, ma non sono le gare che stressano i ragazzi. Molto spesso sono le società a cui appartengono e tantissime volte sono gli stessi genitori a caricare di ansie e aspettative i propri figli. I giovani a questa età devono divertirsi, il tempo per fare gli agonisti arriverà in seguito nelle categorie maggiori; io ai miei dico sempre: “prima la scuola e poi il divertimento”, ma forse sono uno dei pochi sognatori rimasti nello sport. Purtroppo spesso la realtà è diversa, a 12 anni questi ragazzini sono trattati alla pari dei professionisti, 5 allenamenti a settimana, il 70 per cento sono seguiti dal preparatore personale, nutrizionista, massaggiatore qualcuno dallo psicologo. Ovviamente se dopo tanta fatica non arrivano i risultati, i ragazzi attaccano la bicicletta al chiodo.  Inoltre il numero di gare in un anno per alcuni è stratosferico e li porta a non avere un minuto di pausa. Iniziano la stagione XCO a marzo e finiscono a fine settembre dove cominciano immediatamente la stagione ciclocross fino a metà febbraio. Tanti ragazzi non staccano mai. Due anni con questi ritmi serrati, se poi non arrivano i risultati, la maggior parte smette prima di arrivare alla categoria Juniores>>
Esiste secondo te una certa “concorrenza” agonistica ed organizzativa nel mondo della mtb giovanile?
<< Non credo che ci sia concorrenza organizzativa nel mondo giovanile del fuoristrada, penso soltanto che si è creato un bel gruppo di società in tutta Italia che crede nell’attività giovanile ed è pronta ad investire sui giovani, perché investire su queste manifestazioni è un grosso risultato per tutta l’attività ciclistica>>
Un tuo parere cosa non va nel mondo giovanile e quali sono le cose che ritieni interessanti da rimarcare in questo contesto?          
<<Quello che non va l’ho già ribadito precedentemente: troppo stress da risultato. Quello che noi, e la stessa Federazione, dovremmo fare è dare più rilevanza alle categorie giovanili. Abbiamo attualmente un grande movimento giovanile in Italia e questo anche grazie alla Coppa Italia che è stata di stimolo per le varie regioni. Resta il fatto però che dobbiamo investire di più su questo settore e crederci, soprattutto nell’organizzazione delle gare dove non c’è nessun guadagno ma soltanto remissioni. Noi organizzatori del Gran Prix ci crediamo e andiamo avanti con tanta determinazione.>>

Veniamo al circuito Un calendario davvero importante. Sei soddisfatto?            
<< Si quest’anno siamo riusciti a tirar fuori un eccellente circuito di 8 gare in tutto il centro Italia: Marche, Umbria, Lazio e Toscana. L’unico rammarico è quello di non riuscire a riportare nel gruppo di nuovo l’Abruzzo che è stato, insieme a noi, uno dei fondatori di questo circuito>>
Come si compone la struttura del Gp Centro Italia?       
<< La struttura del circuito è composta dai componenti di tutte le società organizzatrici. È tutto autofinanziato dalle stesse società perché è molto difficile trovare uno sponsor che ha voglia di investire sui giovani, in quanto dicono che non c’è ritorno di visibilità. È molto più facile trovare un’azienda che sponsorizza una Fondo che 500 ragazzini, perché questi sono i numeri che nel 2019 abbiamo toccato per ogni gara.>>
Manca, indubbiamente, un po’ di comunicazione ed immagine per il settore agonistico giovanile. Cosa state facendo in questo contesto.       
<< Si effettivamente questa è una grossa pecca che abbiamo, siamo molto bravi e scrupolosi nell’organizzare le gare ma non sappiamo far conoscere il nostro prodotto. Quest’anno abbiamo nominato un addetto stampa che ci seguirà passo passo prima, dopo e durante le gare. Poi avremo la nostra pagina facebook, il sito ed ovviamente chiediamo la collaborazione da parte dei vari mass media per ampliare la nostra immagine ed il nostro lavoro>>
<< Cosa ti aspetti dalla prossima stagione 2020 per quanto riguarda il Gp Centro Italia?
Tutti ci auguriamo che la stagione 2020 sia agli stessi livelli della passata e se arriva qualcosa in più a livello di numeri ne saremo felicissimi. Ma per scaramanzia diciamo che ci accontenteremo dello stesso risultato 2019. Vorrei ringraziare tutte le società che come la mia credono ed hanno creduto in questo progetto, tutti i comitati Regionali che ci stanno vicini e la Federazione Ciclistica nella persona del Presidente della Commissione Fuoristrada Paolo Garniga che ci accompagna passo passo in questa avventura>>